Strade in plastica riciclata: ecco l'alternativa sostenibile al bitume

In Scozia, ma anche qui in Italia, sono state realizzate le prime strade sfruttando la plastica riciclata al posto del bitume, riducendo le emissioni inquinanti dovute alla realizzazione dell'asfalto.



La possibilità di utilizzare plastica riciclata per la realizzazione dell'asfalto potrebbe non solo ridurre il fenomeno dei rifiuti sparsi in tutto il mondo, ma, allo stesso tempo, potrebbe contribuire all'abbattimento delle emissioni inquinanti attribuibili al processo produttivo del bitume.


All'interno di un impianto di produzione di conglomerati bituminosi, infatti, sono attribuibili due tipologie di emissioni:


  1. Emissioni convogliate: che si producono durante le fasi di essiccazione e mescolamento;

  2. Emissioni diffuse: durante le fasi carico e scarico dei materiali.

Dunque, la maggior parte degli impatti, sono attribuibili alla fase produttiva, in cui sono emesse diverse sostanze inquinanti, come: polveri sottili, composti organici volatili (VOC), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ossido di carbonio.

Per queste ragioni, utilizzare un materiale meno inquinante in alternativa al bitume, risulta sicuramente una scelta più sostenibile.

A tal proposito non si possono non citare le prime strade realizzate con plastica riciclata in Scozia e anche qui, in Italia.



Plastica riciclata al posto del bitume: ecco le prime strade sostenibili in Europa


A Roma (strada Provinciale Ardeatina), per un tratto di circa un chilometro, è stata inaugurata la prima strada in grafene e plastica riciclata.

Si tratta del supermodificante al grafene (Gipave), un materiale riciclabile al 100% che favorisce la riduzione degli impatti ambientali ed il consumo di risorse.

Inoltre, a differenza del tradizionale manto stradale realizzato con bitume, risulta essere molto più resistente (+250%), estendendo, grazie a tale proprietà, la vita utile dell'asfalto.

Sulla base del successo di Roma, anche a Milano è stato deciso di sperimentare questo nuovo materiale su un un tratto della SP35 Milano-Meda.


In Scozia, invece, l'ingegnere Toby McCartney, fondatore della start-up MacRebur, ha creato un nuovo eco-asfalto, molto meno impattante rispetto al manto tradizionale. La società ha trovato il modo di realizzare pellet polimerici ottenuti da rifiuti di plastica, che sostituiranno parte del bitume utilizzato per la realizzazione delle strade.

Come si apprende dal sito della società, "una tonnellata di miscela MacRebur contiene l'equivalente di 80.000 bottiglie di plastica".

In questo modo, dunque, si riduce drasticamente l'impatto ambientale dei lavori effettuati sulle strade, rendendoli molto più compatibili con la tutela dell'ambiente.


La ricerca ed il concreto utilizzo di materiali alternativi al bitume rappresenta un ulteriore passo in avanti verso un'economia sempre più circolare e sostenibile.

La speranza è che tali interventi possano diventare sempre più frequenti ed essere applicati in porzioni di strade più estese, al fine di rendere il prezzo più concorrenziale ed accessibile.


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