Reti e strumenti per la pesca invadono le coste del Gargano: la denuncia di Greenpeace

La spedizione di Greenpeace "Difendiamo il mare" nel Mare Adriatico ha evidenziato la presenza di attrezzi da pesca in plastica lungo le coste del Gargano e a largo delle Isole Tremiti.



I rifiuti di plastica che vengono abbandonati in mare e sulle spiagge provocano degli impatti ambientali devastanti sugli ecosistemi acquatici.

Ciò compromette l'equilibrio di tali ecosistemi e la salute degli animali che li popolano, con conseguenti danni potenziali anche alla salute umana.

Come si apprende dal sito di Greenpeace, "durante la spedizione "Difendiamo il mare" nel Mare Adriatico, sono stati individuati lungo la costa della Puglia Settentrionale, numerosi rifiuti di plastica, ed in particolare, attrezzi utilizzati per la pesca.

Il mare e la costa attorno ai laghi di Lesina e Varano, nel nord del Gargano, sono invasi da enormi quantità di reti tubolari utilizzate per l’allevamento delle cozze e boe impiegate dal settore della pesca. È quanto ha documentato la nostra spedizione “Difendiamo il Mare”, proprio in questi giorni in navigazione al largo della Puglia settentrionale."


La spedizione non si è limitata esclusivamente alle coste della Puglia Settentrionale, ma è proseguita verso le Isole Tremiti.

"Nel corso della sua spedizione di ricerca in Adriatico “Difendiamo il mare”, Greenpeace ha documentato la presenza di rifiuti in plastica al largo delle Isole Tremiti, dove l’impatto delle attività umane e dei cambiamenti climatici rischia di compromettere un ambiente marino unico e ricco di biodiversità. Durante la sua navigazione al largo dell’arcipelago, la spedizione di Greenpeace si è imbattuta in chiazze di materiale organico e rifiuti in plastica, come cassette in polistirolo, bottiglie, buste, sacchetti, guanti monouso e reti tubolari usate per l’allevamento delle cozze, a dimostrazione del fatto che l’inquinamento da plastica non ha confini e raggiunge anche un’area protetta come le Isole Tremiti."


Fortunatamente, le attrezzature da pesca in plastica rientrano tra i manufatti che saranno sottoposti a nuove regolamentazioni nell’ambito della direttiva europea sulle plastiche monouso (che limita l’utilizzo di prodotti in plastica monouso) la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 3 luglio.

La direttiva, inoltre, istituisce regimi di responsabilità estesa dei produttori, che dovranno farsi carico dei costi di raccolta, trasporto e smaltimento.

La speranza è che il governo italiano recepisca tale direttiva, in modo tale da tutelare realmente gli ecosistemi marini.

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