Marie Bee Bloom: ecco la mascherina che si trasforma in fiore

Marianne de Groot-Pons, graphic designer presso Pons Ontwerp, ha ideato Marie Bee Bloom, una mascherina biodegradabile al 100%. Dopo il suo impiego, infatti, è possibile lasciarla a germogliare in giardino, o all’interno di un vasetto di terra, per far nascere dei fiori.



Secondo l'University of Southern Denmark ogni minuto della giornata buttiamo via 3 milioni di mascherine.

Le maschere usa e getta sono prodotti che, una volta abbandonati nell'ambiente, possono frammentarsi in particelle di plastica più piccole, ovvero micro e nanoplastiche che si diffondono negli ecosistemi.

L'enorme produzione di mascherine usa e getta è su scala simile a quella delle bottiglie di plastica, che si stima sia di 43 miliardi al mese.

Tuttavia, a differenza delle bottiglie di plastica (di cui circa il 25% viene riciclato), non esiste una guida ufficiale sul riciclo delle mascherine,


Per queste ragioni è necessario individuare alternative più sostenibili e meno inquinanti rispetto alle mascherine tradizionali.

Per porre rimedio al problema, Marianne de Groot-Pons, graphic designer presso Pons Ontwerp, ha ideato Marie Bee Bloom, una mascherina biodegradabile al 100%.

"Una mattina mi sono svegliata con l'idea di una mascherina biodegradabile con semi di fiori dentro.

La mascherina è realizzata con carta di riso e riempita di semi di fiori, come il fiordaliso ed altri semi di fiori tipici olandesi.

Le corde sono fatte di pura lana di pecora.

E come fanno quelle corde a restare attaccate al cappuccio? Semplicemente con colla a base di fecola di patate e acqua. E per finire, anche l'inchiostro del logo stampato è biodegradabile.

Una volta utilizzata, pianta la mascherina nel tuo giardino o vaso di terra e goditi i fiori e le api felici!"


Marie Bee Bloom rappresenta un'ottima alternativa ecologica e sostenibile rispetto alle mascherine tradizionali. Una soluzione innovativa e naturale per contrastare il fenomeno dell'inquinamento provocato dalle mascherine usa e getta che, troppo spesso, viene sottovalutato.


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