L'azienda Carbios: ecco l’enzima in grado di degradare la plastica

L’azienda Carbios ha annunciato di aver individuato un enzima in grado di scomporre e riciclare la plastica per ottenere un nuovo materiale dalle qualità non inferiori rispetto al PET tradizionale.



Il problema relativo alla plastica rappresenta una delle principali sfide presenti e future della società moderna.

Il problema delle microplastiche negli oceani, nei mari e nell’ambiente in generale, sta seriamente compromettendo la salute degli animali e, di conseguenza, la salute umana.

Per limitare il fenomeno dei rifiuti occorre sostituire la plastica con materiali innovativi e molto meno inquinanti.

Tuttavia, ancora per il momento, non è stato individuato un suo degno sostituto. Per questa ragione una soluzione temporanea consiste nel rendere meno impattante lo smaltimento del materiale e più efficiente il suo riciclo.


Carbios e l’enzima che scompone la plastica


Carbios è un’azienda impegnata nella ricerca di soluzioni per rendere sempre meno impattante il ciclo di vita della plastica.

Oltre al forte inquinamento in fase di produzione, la plastica presenta un ulteriore problematica legata al suo riciclo, dato che, a differenza di altri materiali (vetro e alluminio) non è riciclabile all’infinito e soprattutto, una volta subìto il processo di riciclo, perde parte delle sue caratteristiche originali.


L’azienda Carbios, però, ha individuato recentemente un enzima batterico in un compost di foglie, in grado di degradare la plastica e di ottenere un nuovo materiale riciclato dalle caratteristiche non inferiori rispetto al materiale originale.

La plastica ottenuta biologicamente avrebbe le stesse caratteristiche rispetto alla plastica realizzata con i metodi tradizionali.


L’enzima fornisce vantaggi ambientali, dato che è in grado di scomporre (al 90%) una tonnellata di bottiglie di plastica in 10 ore e vantaggi economici, considerando che il costo del processo è pari solo al 4% del costo della plastica vergine ottenuta dai combustibili fossili.


La scoperta dell’enzima rappresenta un significativo progresso e probabilmente un punto di partenza per affrontare il problema relativo alla plastica.

Incentivando l’utilizzo della tecnologia, infatti, si ridurrebbero le emissioni dovute alla produzione di plastica tradizionale e si valorizzerebbe il suo riciclo.


La necessità di un futuro “plastic free” deve incentivare la nascita di progetti simili a quello di Carbios, per poter limitare gli effetti dannosi della plastica e, soprattutto, per sostituirla con materiali dalle medesime caratteristiche e proprietà, ma ad impatto ambientale minimo.


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