Industria 5.0: il futuro dell'industria secondo la Commissione Europea

Lo sviluppo degli strumenti e dei principi dell'industria 4.0 prosegue a ritmi elevati in tutto il mondo, ma in modo troppo eterogeneo. Per questa ragione la Commissione Europea propone una quinta rivoluzione industriale, fondata sull'uomo, sulla sostenibilità e sulla resilienza dell'intero sistema.



Come sottolineato in articoli precedenti la tecnologia rappresenta un'alleata fondamentale per l'economia circolare. Senza la digitalizzazione non si potrebbero rendere più sostenibili le attività aziendali e la transizione verso un modello economico più etico risulterebbe molto più complicata.

Grazie agli strumenti dell'industria 4.0, ad esempio, è stato possibile rendere le attività agricole più produttive, redditizie e sostenibili.

Si tratta dell'agricoltura di precisione, basata sull'impiego di tecnologie digitali e sensori che consentono di dosare la corretta quantità di fertilizzanti e concimi nelle diverse aree del terreno, in base al loro livello di produttività. Ciò comporta la riduzione degli impatti ambientali e dei costi di produzione.


La digitalizzazione ha consentito di estendere la vita utile degli impianti grazie alle manutenzioni predittive, che consistono in un monitoraggio in continuo del macchinario.

In questo modo, nel momento in cui è rilevato un segnale di inefficienza, è possibile intervenire immediatamente, risolvendo il guasto, evitando i costi di fermo macchina e di acquistare un nuovo impianto inutilmente.

Nella maggior parte dei casi tali interventi sono effettuabili da remoto dal produttore stesso dell'impianto, che oltre alla vendita del macchinario, garantisce servizi di manutenzione.


Tali esempi di applicazione degli strumenti dell'industria 4.0, dimostrano la capacità della digitalizzazione di accelerare il processo di transizione verso l'economia circolare.

Tuttavia, il processo di digitalizzazione è troppo eterogeneo. Solo le grandi imprese sono in grado di usufruire delle tecnologie digitali, mentre le PMI, nella maggior parte dei casi, non seguono tale tendenza.

Per questa ragione, la Commissione Europea nel rapporto "Industry 5.0 - Towards a sustainable, human-centric and resilient European industry", definisce l'industria 5.0 come il futuro dell'industria europea.


L'industria 5.0, a differenza della 4.0, si fonda su 3 pilastri: l'uomo, la sostenibilità e la resilienza dell'intero sistema.

Secondo questa visione, la tecnologia diventerebbe il principale strumento della sostenibilità, al fine di creare un modello di sviluppo che consenta di soddisfare i bisogni del presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare le proprie necessità.

L'obiettivo dell'industria 5.0 è quello di diffondere le tecnologie digitali in modo più omogeneo, coinvolgendo le piccole e medie imprese, oltre alle grandi società.

In questo contesto la tecnologia è al servizio dell'uomo, quindi del lavoratore, garantendo maggiori competenze ed un aumento dell'occupazione, e favorendo, allo stesso tempo, un incremento della sostenibilità e della "circolarità" del sistema economico.