Il dosaggio variabile nell'agricoltura di precisione 4.0

I dati raccolti sulle caratteristiche e sulle proprietà chimico-fisiche del suolo, consentono all'agricoltore di individuare le corrette quantità di input produttivi da applicare alle diverse zone omogenee del terreno. Il risultato? Meno sprechi, meno costi e ottimizzazione dei raccolti.



Nel precedente articolo abbiamo analizzato ed approfondito le tecniche e le tecnologie utilizzabili nel mondo dell'agricoltura di precisione 4.0.

Utilizzando in modo sinergico le tecnologie digitali è possibile riuscire a definire le caratteristiche del terreno e suddividerlo in differenti zone omogenee.

A questo punto combinando i dati a disposizione con le competenze dell'agricoltore, occorrerà dosare correttamente gli input produttivi (acqua, concime, fertilizzante, pesticidi, ecc) in base alle caratteristiche dei vari punti del campo.


Si tratta, dunque, di un dosaggio variabile che non è identico su tutto il terreno, ma varia in base alla fertilità, stato di salute e proprietà chimico-fisiche delle varie zone del suolo.



Mappe di prescrizione e dosaggio variabile


Una volta ottenuti i dati del suolo si procede con la creazione di mappe di prescrizione, all'interno delle quali, saranno indicate le corrette quantità di input produttivi per ogni zona omogenea, fornendo un decisivo supporto per la fase decisionale dell'agricoltore.

Le mappe di prescrizione, come i dati raccolti sul terreno, non sono sufficienti per una programmazione ottimale delle colture.

E' essenziale, infatti, considerare altre dinamiche che potrebbero essere trascurate, come il clima o pratiche colturali scorrette.


Per ovviare a tali difficoltà sarebbe opportuno utilizzare modelli di simulazione in grado di prevedere in modo affidabile l'efficacia delle pratiche colturali su un particolare terreno, considerando una specifica zona climatica.

Attraverso i modelli di simulazione è possibile prevedere gli effetti degli stress idrici e delle condizioni meteorologiche sulle coltivazioni e valutare lo sviluppo e la crescita delle piante e le rese del campo.

In questo modo l'agricoltore, in base ai risultati dei modelli simulativi, alle mappe di prescrizione ed ai dati raccolti in precedenza, potrà essere in grado di individuare la strategia più efficiente per il proprio terreno.


In seguito ai dati ottenuti grazie allo studio di variabilità del terreno e con il supporto fondamentale delle mappe di prescrizione, si procede con l'utilizzo delle tecnologie a dosaggio variabile, che consentono di distribuire gli input necessari alla coltivazione in modo diversificato e personalizzato per le varie zone omogenee del terreno.

La distribuzione a dosaggio variabile, inoltre, può essere realizzata secondo due diverse metodologie:


  • Tecnologia a dosaggio variabile basata su mappe: presuppone l'utilizzo di macchinari che, dotati di GPS, operano in modo adeguato rispetto alla zona di terreno in cui si trovano;

  • Tecnologia a dosaggio variabile basata su sensori: non richiede necessariamente l'utilizzo del GPS, ma consente di rilevare in tempo reale parametri essenziali per le operazioni da effettuare sul campo, regolando gli input produttivi.

Entrambe le metodologie sono coerenti con i principi dell'agricoltura di precisione, ma necessitano di un rinnovamento dei mezzi a disposizione per effettuare le operazioni di semina, irrigazione e concimazione.

In particolare si dovrebbero attrezzare i macchinari con strumenti o sistemi in grado i analizzare, elaborare, comunicare ed interpretare i dati, al fine di applicare la dose di input prestabilita in base alla zona del terreno.


In questo modo, combinando le enormi potenzialità delle tecnologie digitali con le competenze dell'agricoltore, sarà possibile ottenere evidenti vantaggi economici ed ambientali.

Oltre a ridurre lo spreco di preziose risorse, calerebbero i costi di produzione ed aumenterebbero sia le rese che i profitti generati dalle coltivazioni.

L'agricoltura di precisione, inoltre, favorisce una dettagliata tracciabilità dei processi produttivi e delle materie prime impiegate, garantendo una maggiore sicurezza alimentare e aumentando ulteriormente il valore del prodotto finale.


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