• Claudio Ventura

Il deserto di Atacama: una discarica a cielo aperto di rifiuti tessili

Aggiornamento: 29 ago

Il deserto di Atacama in Cile è stato trasformato in un "cimitero" di scarti invenduti dell'industria tessile. Un simile disastro ci pone davanti alla valutazione dell'inquinamento dovuto alla moda usa e getta.



Le immagini del deserto di Atacama in Cile sono eloquenti e mostrano gli effetti negativi ambientali e sociali dovuti alla fast fashion.

L'enorme mole di produzione della fast fashion provoca, inevitabilmente, una grande quantità di rifiuti e scarti che contengono sostanze dannose e tossiche.

Ogni anno, circa 39000 tonnellate di vestiti invenduti vengono smaltite illegalmente all'interno del deserto di Atacama in Cile, contribuendo alla formazione di vere e proprie discariche abusive.

Ciò comporta un danno ambientale devastante.


E' ormai noto che il settore della moda è il secondo più inquinante al mondo. La scarsa attenzione all'impiego di sostanze chimiche tossiche aumenta notevolmente il danno ambientale provocato dai rifiuti tessili.

Secondo la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite, l'industria della moda è infatti responsabile del 20% dello spreco globale dell’acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica, oltre a produrre più gas serra di tutti gli spostamenti aerei e navali di tutto il mondo.


Ciò significa che l'impatto ambientale di un abito o di un vestito si estende in ogni fase del suo ciclo di vita, compresa la fase dello smaltimento.

Abbandonare nell'ambiente scarti dell'industria tessile significa favorire il rilascio di sostanze chimiche estremamente dannose per la salute dell'ambiente e che potrebbero contaminare il terreno.


La fast fashion è responsabile anche di ingenti danni sociali. Le catene della fast fashion, infatti, non prestano particolare attenzione alla salute dei propri dipendenti, che, nella maggior parte dei casi, non percepiscono un salario adeguato e non operano in ambienti lavorativi sicuri.


Fortunatamente i consumatori stanno cominciando ad assumere maggiore consapevolezza, migliorando i propri comportamenti in fase di acquisto. Ciò potrebbe favorire la transizione ecologica nel settore della moda, che consentirebbe di ridurne fortemente le emissioni che, purtroppo, non sono trascurabili a livello globale.