Il caso Bilbao: da città industriale ed inquinata a modello europeo di cultura e sostenibilità

Aggiornato il: lug 21

Bilbao è l'esempio concreto di come, attraverso l'impegno della politica locale e centrale, e dei cittadini, si possa ridare speranza ad una città apparentemente senza futuro.

Un caso che potrebbe ispirare molte realtà simili in Italia, come Taranto.



Eccoci finalmente all’analisi del caso di Bilbao, dove, nel giro di pochi anni, si è avuto il coraggio, la volontà e la forza di cambiare il volto della città. Pensando alla rigenerazione di Bilbao, è inevitabile sperare che anche qui in Italia, si possa realizzare un progetto di questa portata, per rilanciare interi territori attraverso la cultura, il turismo e l’innovazione tecnologica.


Detto questo, perché il caso Bilbao suscita così tanto scalpore?


Per rispondere a questa domanda bisogna ripercorrere la storia della città sin dalle sue origini.


Bilbao ha sempre basato la sua forza economica sulla presenza del porto, che l’ha resa una città commerciale. Con la Rivoluzione Industriale la città comincia ad industrializzarsi, bloccando qualsiasi forma di innovazione.

Bilbao, infatti, fino agli anni ’70 del secolo scorso, era caratterizzata da una economia fondata esclusivamente sulla siderurgia e sull’industria navale.

A questa situazione si aggiunse un’alluvione nel 1983 che provocò vittime e distruzione di case e strade. Bilbao sembrava essere una città senza futuro, anche a causa della crisi delle sue industrie.


Tuttavia, nel 1984, i politici locali ebbero il coraggio di attuare una vera e propria rivoluzione. Con la disoccupazione arrivata a livelli preoccupanti e consapevoli che la siderurgia non era più sinonimo di ricchezza, ma di inquinamento ed arretratezza, si diede vita ad un grande progetto di rigenerazione della città, partendo dal fiume, estremamente inquinato, a causa dell’attività industriale degli anni precedenti.



Dalla teoria alla pratica


Per rendere possibile un progetto di questa portata è stato fondamentale il supporto della politica locale, ma anche del governo centrale, oltre che l'impegno da parte dei cittadini. L’obiettivo del progetto era quello di trasformare Bilbao da città industriale, fortemente inquinata e con gravi problematiche sociali dovute a livelli molto alti di disoccupazione, in una città moderna, culturale e turistica.

Gli interventi che cambiarono il volto alla città furono i seguenti:


· Bonifica del fiume: il corso d’acqua era considerato ecologicamente morto, a causa dell’inquinamento delle attività industriale, ma è stato recuperato grazie ad interventi di bonifica;

· Costruzione di un nuovo aeroporto;

· Creazione di una nuova metropolitana, considerata la più “green” di Europa;

· Creazione di un nuovo sistema tramviario;

· Costruzione del Museo Guggenheim;

· Ristrutturazione stradale con materiali innovativi: con la pedonalizzazione della Via Lutxana, utilizzando una speciale pavimentazione capace di assorbire il diossido di carbonio. Per ogni metro quadrato della mattonella ecologica si puliranno circa 5000 metri cubi d’aria durante il suo ciclo di vita (che durerà dai 12 ai 15 anni).



La ciliegina sulla torta: il Museo Guggenheim


Nonostante una iniziale resistenza alla realizzazione del Museo, il progetto fu realizzato e completato nel 1997. Lo sforzo economico per la costruzione del Museo ha dato i suoi frutti. Infatti, il Guggenheim, ha attirato circa 20 milioni di turisti, creato 5000 nuovi posti di lavoro e garantito ricavi di 650 milioni ad una città di circa 350000 abitanti.



Conclusioni


Il caso di Bilbao è la dimostrazione che attraverso un forte impegno da parte del governo centrale, locale e da parte dei cittadini è possibile realizzare una rigenerazione urbana di questa portata. L’intera città, apparentemente considerata senza futuro, è riuscita a rinascere e diventare un modello di sostenibilità ed innovazione.


Anche in Italia si dovrebbe investire su queste tipologie di iniziative soprattutto nelle città che presentano una situazione analoga a quella di Bilbao.


Un esempio può essere la città di Taranto. Una città che presenta molte similitudini con Bilbao: forte tradizione industriale, presenza di un porto di notevoli dimensioni, forte inquinamento ed elevata disoccupazione. Bisogna anche ricordare che Taranto, a differenza di Bilbao, possiede un inestimabile tesoro storico e culturale, capace di attirare, potenzialmente, milioni di turisti.


Bisogna creare un progetto capace di ridare valore e splendore ad una città che per troppi anni è stata costretta a sopravvivere tra inquinamento, incertezza e morte.

In questo modo, non soltanto si rilancerebbe l’economia e la vita di una città, ma, probabilmente, di una intera regione e del Paese stesso, troppo spesso accusato di non essere aperto al cambiamento.

Perché è bene ricordarlo: viviamo nel 2020 e la Rivoluzione Industriale è passata da un bel pezzo.






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