• Claudio Ventura

AraBat: la startup pugliese che produce metalli preziosi con processi sostenibili e circolari

Aggiornamento: 29 ago

AraBat è una startup foggiana nata con l'obiettivo di valorizzare batterie esauste e scarti degli agrumi per produrre composti di metalli preziosi come litio, cobalto, manganese e nichel.



Nel modello economico circolare, i rifiuti e gli scarti di produzione non rappresentano più un problema da risolvere o un costo per le aziende, ma, al contrario, nuove e sostenibili risorse sia da un punto di vista economico che ambientale.


Il concetto di valorizzazione dei rifiuti è uno dei pilastri dell'economia circolare, su cui si basa la startup AraBat, che ha sviluppato processi innovativi per riciclare e dare una nuova vita ai rifiuti pericolosi, come i RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e le batterie agli ioni di litio esauste (LIB).


In particolare, la startup foggiana ha brevettato un processo idrometallurgico innovativo per produrre composti di metalli preziosi (litio, cobalto, manganese, nichel) al fine di reintrodurre nel mercato tali risorse vendendole a un prezzo di mercato competitivo.


Il processo idrometallurgico rappresenta una soluzione più sostenibile e conveniente per l'estrazione dei metalli dalle batterie agli ioni di litio esauste rispetto al tradizionale processo pirometallurgico, che, al contrario, presenta diverse problematiche tecniche e un impatto ambientale più rilevante.



I limiti tecnici e le criticità ambientali del processo pirometallurgico


La maggior parte dei metodi che utilizzano una processistica pirometallurgica dei rifiuti elettronici danno origine ai seguenti limiti:

  1. Nelle fonderie non è possibile recuperare alluminio e ferro come metalli;

  2. La presenza di ritardanti di fiamma alogenati nell’alimentazione può portare alla formazione di diossine. È quindi necessaria la presenza di impianti e di misure speciali di trattamento fumi;

  3. Le componenti in ceramica e in vetro aumentano la quantità di scorie. Di conseguenza aumenta anche la perdita di metalli preziosi e di metalli di base;

  4. Il recupero di energia e l’utilizzo di componenti organici come riducenti sono tecnologie utilizzate ancora molto raramente in questo campo;

  5. La separazione dei metalli che può essere ottenuta mediante pirometallurgia è solo parziale, fatto che si rispecchia in un limitato miglioramento del valore del metallo. Inoltre sono spesso necessari ulteriori trattamenti idrometallurgici e/o elettrochimici.

I processi pirometallurgici comportano, infine, un importante dispendio energetico necessario per il raggiungimento di elevate temperature di processo (oltre 1000 °C).



Il riciclo sostenibile e circolare di AraBat: il processo idrometallurgico


Considerando i limiti tecnici e le problematiche ambientali dei processi pirometallurgici, AraBat ha individuato un'alternativa: il processo idrometallurgico.


Quest'ultimo processo prevede l'utilizzo di reagenti chimici come l'acido nitrico o solforico e si sviluppa a temperature notevolmente inferiori rispetto al tradizionale processo pirometallurgico, riducendo così la formazione di diossine.


In secondo luogo, questo processo è caratterizzato da un'efficiente separazione dei metalli e da un basso consumo energetico.


Oltre ai vantaggi in termini ambientali e di costi del processo idrometallurgico, la startup utilizza di un diverso reagente chimico: l’acido citrico, un acido organico debole presente negli agrumi, perfetto sostituto dei comuni acidi inorganici forti, come H2SO4, HCl, e HNO3, utilizzati comunemente dalle altre imprese di riciclo.


AraBat, inoltre, impiega nel processo di riciclo bucce d'arance che contengono flavonoidi, acidi fenolici e cellulosa. Questi ultimi sono convertiti in zuccheri a caldo e sono fondamentali per il processo di estrazione dei metalli.


La startup, dunque, attraverso il processo idrometallurgico che prevede la valorizzazione degli scarti dell'industria agroalimentare e il riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), è in grado di produrre composti di nichel, cobalto, manganese e litio in modo sostenibile e circolare.