AEE e RAEE: che cosa significano queste sigle?

Aggiornato il: lug 21

Con la crescita della rilevanza delle problematiche ambientali, anche il consumatore deve comportarsi in modo più responsabile, dal momento dell’acquisto di un nuovo prodotto fino al suo smaltimento. Ovviamente questo ragionamento va esteso verso ogni tipologia di prodotto, ma in questo articolo ci concentreremo su beni particolari, come le “Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche” (AEE).



Dagli AEE si generano i RAEE, ossia i “Rifiuti delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche”.

Senza entrare troppo nello specifico, un AEE è un apparecchio che è alimentato a corrente o con campi elettromagnetici, e, al termine del suo ciclo di vita, diventa un rifiuto, chiamato RAEE.


In altre parole un AEE può essere un elettrodomestico che utilizziamo quotidianamente (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, condizionatori, ecc), oppure un apparecchio informatico (PC, telefoni, stampanti, ecc), ma anche altre apparecchiature di grandi e piccole dimensioni (aspirapolveri, ferri da stiro, lampade a LED, tubi fluorescenti, televisori).


Dato che si tratta di prodotti utilizzati ogni giorno, e per questo motivo soggetti a frequenti sostituzioni in caso di guasti o malfunzionamenti, è stato necessario incentivare un corretto smaltimento dei RAEE.

Con la Direttiva 2012/19/EU del Parlamento Europeo e del Consiglio si forniscono le linee guida agli Stati membri per la gestione dei RAEE. Tale Direttiva è stata recepita in Italia dal D.Lgs n. 49 del 14 marzo 2014.

La Direttiva ha l’obiettivo di incentivare il recupero ed il riciclo dei RAEE, sia con una migliore informazione rivolta ai consumatori ed estendendo la responsabilità dei produttori che dovranno finanziare i costi di raccolta e smaltimento, oltre che a definire in modo chiaro le modalità di trattamento del RAEE.



I benefici economici ed ambientali di una corretta gestione dei RAEE


Riprendendo i dati del Consorzio Remedia (il principale sistema collettivo no profit per la gestione dei RAEE) è evidente un notevole aumento di RAEE gestiti.

Il consorzio, infatti, ha gestito 124.818 tonnellate di RAEE, con un incremento del 36% rispetto al 2017.


Ciò ha provocato importanti benefici ambientali (come il risparmio di materie prime, acqua, emissioni inquinanti e di ettari di terreno) ed economici (con circa 52 milioni di euro di importazioni di nuove materie prime evitate).

Questi dati dimostrano come il riciclo dei RAEE sia fondamentale per ottenere importanti benefici economici, ma anche per evitare che diventino dannosi per la salute umana e per l’ambiente.


Per incrementare ulteriormente i dati positivi ottenuti da Remedia, occorre sensibilizzare maggiormente la popolazione.

Elettrodomestici tenuti in casa, guasti ed inutilizzati rappresentano uno spreco.

Da quei RAEE apparentemente inutili, infatti, si possono recuperare preziose risorse per realizzare nuovi prodotti in modo più sostenibile e conveniente.

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