• Claudio Ventura

Rifò: il progetto di moda sostenibile, circolare e a km0

Aggiornamento: 29 ago

Rifò produce capi d'abbigliamento certificati Global Recycled Standard, con materiali riciclabili e attraverso fibre tessili rigenerate.

La filiera produttiva di Rifò, inoltre, si trova interamente nel distretto tessile di Prato, nel raggio di 30 km. Ciò consente di limitare il consumo di carburante e di creare nuove opportunità di lavoro giustamente retribuite.



Il concetto di sostenibilità economica, ambientale e sociale è applicabile in qualsiasi tipologia di impresa.

In molti casi la volontà di perseguire lo sviluppo sostenibile favorisce la ricerca di soluzioni innovative, capaci di garantire vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza.

Uno dei settori sempre più sensibile ai temi legati alla tutela dell'ambiente e dell'equità sociale, è sicuramente il mondo della moda.

A tal proposito, ecco il progetto Rifò, che ha applicato con successo, al proprio business, i concetti teorici dello sviluppo sostenibile.


"Rifò è un’inflessione toscana del verbo “rifare”. Abbiamo scelto questo nome “a KM 0” perché rappresentasse la toscanità e il modo di parlare degli artigiani che hanno inventato, più di cento anni fa, il metodo di rigenerazione dei vecchi indumenti per produrre un nuovo filato: i cosiddetti “Cenciaioli”.

Produrre a km 0 significa che la nostra filiera produttiva si trova interamente nel distretto tessile di Prato, nel raggio di 30 km.

Ci impegniamo a realizzare tutti i nostri prodotti limitando il consumo di carburante e così facendo creiamo nuove opportunità di lavoro giustamente retribuite (i nostri fornitori garantiscono un salario dignitoso per i loro dipendenti lungo tutta la catena di approvvigionamento) con la certezza della qualità dei nostri prodotti.

Oltre a valorizzare il territorio questo approccio ci permette di essere agili e flessibili e di vedere quotidianamente con i nostri occhi la filiera. Inoltre possiamo così produrre anche fuori dalle logiche di stoccaggio, privilegiando le piccole quantità e la prevendita.

Ci affidiamo a dei fornitori di fiducia, ormai parte allargata del nostro team (li visitiamo almeno una volta alla settimana).

Senza la loro disponibilità a lavorare alla produzione di piccole quantità che evitano la sovrapproduzione, il nostro progetto non si sarebbe mai potuto concretizzare.

Gli artigiani che collaborano con Rifò condividono i nostri valori. Infatti chiediamo loro di sottoscrivere un codice di condotta, attraverso il quale si impegnano anche a rispettare i 4 principi dell'Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO), quali:

◦ Libertà di associazione e riconoscimento effettivo del diritto alla contrattazione collettiva

◦ L'eliminazione di ogni forma di forzata o lavoro obbligatorio

◦ Eliminazione effettiva del lavoro minorile

◦ Eliminazione della discriminazione sul lavoro."


Rifò, oltre ad essere un progetto caratterizzato da una elevata sostenibilità sociale, presenta un impatto ambientale minimo delle proprie attività. La sua mission, infatti, è quello di ridurre le emissioni attribuite al settore della moda.


"Rifò è un marchio di moda sostenibile che nasce da un’emergenza globale. Vogliamo promuovere un cambiamento verso la costituzione di un modello economico etico e sostenibile per l’industria dell'abbigliamento.

Abbiamo prodotto abbastanza materiali e trasformato talmente tante risorse da poterci fermare e rigenerare ciò che già esiste.

Per questo Rifò produce capi con materiali riciclabili e attraverso fibre tessili rigenerate, principalmente certificati Global Recycled Standard.

Solo circa il 30% dei rifiuti tessili prodotti annualmente viene opportunamente riciclato.

Se a questo sommiamo i problemi di sovrapproduzione legati al mondo della moda è facile capire che dobbiamo fare qualcosa.

Rifò vuole fare la sua parte realizzando capi etici, fatti con fibre riciclate che siano anche il più possibile naturali.

Mediamente nella nostra produzione di un anno utilizziamo il 92% di fibre provenienti da materiali rigenerati e solo l'8% di fibre vergini.

Nel 2020 per esempio abbiamo utilizzato 3,738 tonnellate di materiale tessile riciclato riportato a nuova vita.

Inoltre cerchiamo di andare verso una produzione 0 waste, minimizzando gli scarti di produzione e i disavanzi che possono essere riutilizzati per nuove collezioni e edizioni limitate.

Banniamo assolutamente l'utilizzo di sostanze nocive indicate dalle regole Europee REC (Regional Environmente Center), come le ammine aromatiche e gli alchilosati, o le resine contenenti PVC.

Inoltre GISA, la gestione idrica efficiente del distretto di Prato garantisce la depurazione ed il recupero delle acque industriali."


Coinvolgimento degli stakeholders, valorizzazione della comunità locale e dei dipendenti, impiego di materiali riciclati e riciclabili, sono fattori che rendono Rifò un progetto perfettamente sostenibile, dal punto di vista sociale, economico ed ambientale.