Design for Environment: uno strumento a sostegno dei progettisti

Nella vita di tutti i giorni, di un normale cittadino, fino ad arrivare al mondo delle aziende, il raggiungimento dell’obiettivo è strettamente correlato ad una fase di progettazione impeccabile.





Quante volte, dopo settimane e mesi di studio, un esame non va a buon fine? Quante volte i prodotti realizzati dalle aziende, apparentemente senza nessun punto debole, si sono rivelati un fallimento? Oppure quante volte ci siamo limitati ad affermare “non è andata come avrei voluto”?


Cosa hanno in comune queste situazioni? Perché si fallisce durante un esame o nella realizzazione di un nuovo prodotto o nel compiere un qualsiasi tipo di iniziativa?

La risposta è semplice. Il fallimento si verifica nel momento in cui non si è stati in grado di prevedere tutte le possibili variabili che potrebbero distruggere i nostri progetti.


Per questo motivo un’accurata progettazione ci può permettere di avere successo e di raggiungere i nostri obiettivi. Quanto detto vale sia per le quotidiane iniziative di tutti i cittadini, ma anche per le strategie delle aziende.


Nel corso degli anni la progettazione di un nuovo prodotto, ad esempio, è diventato cruciale per il successo dell’azienda. In questa fase si cerca di capire quali sono i punti di forza di un prodotto, ma soprattutto i suoi punti deboli, al fine di programmare eventuali miglioramenti ed interventi vari.


Nelle imprese innovative ed orientate al miglioramento continuo, la fase di progettazione è diventata essenziale non soltanto per realizzare prodotti di qualità, ma anche per migliorare la propria performance ambientale. Realizzare prodotti qualitativamente elevati e con un basso impatto ambientale, permetterebbe di fidelizzare un maggior numero di clienti e di migliorare l’immagine del brand aziendale.

In questo contesto, assume sempre più importanza, il Design for Environment (DfE).

Vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta.


Il DfE è uno strumento dell’ecologia industriale che permette ai progettisti di considerare tutti i potenziali impatti ambientali di ogni fase del processo produttivo, dall’estrazione delle materie prime fino alla gestione della fine della vita del prodotto realizzato. L’obiettivo di tale strumento è quello di minimizzare le emissioni nocive ed il ricorso alle materie prime vergini. Il DfE, inoltre, comprende nella sua analisi le tradizionali valutazioni in termini di: costi, efficienza e qualità.



L’applicazione del DfE nelle diverse fasi del processo produttivo


Come già anticipato in precedenza, il DfE è utilizzato per valutare tutte le fasi del processo produttivo. Analizziamone l’applicazione punto per punto:

· DfE per l’approvvigionamento dei materiali: il progettista seleziona materiali riciclati o riciclabili e materiali privi di sostanze dannose per l’ambiente e per la salute umana. In questa fase si cerca, inoltre, di ridurre il più possibile la quantità di materiali da utilizzare per realizzare il prodotto;

· DfE nella produzione: questa fase è strettamente connessa alla precedente. La produzione dipende dal materiale scelto. Il progettista deve conoscere le caratteristiche tecniche dei materiali per poter realizzare il prodotto valutando la quantità di rifiuti che saranno generati dalla fase di produzione. L’obiettivo è quello di minimizzare l’ammontare di rifiuti, le emissioni inquinanti ed il dispendio energetico;

· DfE nel trasporto: il progettista deve considerare anche gli impatti ambientali dei materiali utilizzati per l’imballaggio. Per ridurre tali impatti, si potrebbero utilizzare materiali facilmente riciclabili e con un’alta resistenza per essere riutilizzabili nei successivi trasporti;

· DfE in fase di uso: la progettazione del prodotto deve tener conto di eventuali guasti durante tale fase. Per questo motivo, la progettazione del prodotto deve tener conto della possibilità di eventuali operazioni di disassemblaggio al fine di facilitarne la riparazione, estendendo la vita utile del bene in questione e facilitando il riciclo dei componenti che caratterizzano il prodotto stesso;

· DfE per lo smaltimento e riutilizzo: a causa della pericolosità di alcuni prodotti al termine della loro vita, per l’ambiente e la salute umana, occorre definire, già nella fase di progettazione, un piano di smaltimento, riciclo e riuso. Una corretta fase di progettazione permette di realizzare prodotti facilmente disassemblabili, rendendo molto più semplice il riciclo dei suoi componenti e riducendo l’ammontare di rifiuti.



L’importanza di una corretta progettazione


La fase di progettazione ha assunto una importanza sempre maggiore nel corso degli ultimi anni. Come si è specificato precedentemente, dalla fase di progettazione dipendono tutte le successive fasi, dall’approvvigionamento dei materiali fino allo smaltimento del prodotto.


Una progettazione ben strutturata, permetterebbe di prevedere la sostenibilità economico-ambientale del prodotto durante il suo intero ciclo di vita.

L’impiego del DfE, dunque, garantirebbe una serie di vantaggi, così riassumibili:

· Riduzione delle emissioni inquinanti;

· Riduzione dei rifiuti grazie ad una progettazione capace di realizzare prodotti con componenti disassemblabili e grazie ai processi di riciclaggio e riutilizzo dei materiali (con conseguente riduzione dell’utilizzo di materie prime vergini);

· Riduzione dei materiali utilizzati nella fase di trasporto per l’imballaggio dei prodotti;

· Meno consumo di energia;

· Valutazione della fattibilità economica già nella fase di progettazione;

· Meno costi per l’acquisto di nuove materie prime vergini (si possono riutilizzare i materiali riciclati).


Questi vantaggi sono essenziali per le imprese che vogliono distinguersi per la loro attenzione verso la tematica ambientale e per realizzare prodotti di qualità in ogni singolo componente. Per rendere possibile ciò, il team di progettisti deve essere in grado di conoscere le caratteristiche tecniche dei materiali che compongono il prodotto (per studiarne le eventuali operazioni di riparazione e riciclaggio), prevedere tutte le fasi di vita del prodotto e valutare la sostenibilità economica del progetto. Occorre, quindi, affidare una progettazione così avanzata solo a chi possiede le adeguate conoscenze per poterla strutturare nel modo corretto.



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