Climate Clock: l'orologio che segna il tempo necessario per rendere la crisi climatica irreparabile

L'orologio, installato su un palazzo di Manhatthan, indica una scadenza non così lontana: 7 anni circa per rendere i cambiamenti climatici irreversibili per l'umanità.

L'orologio è stato attivato dagli artisti Gan Golan e Andrew Boyd, lunedì 21 settembre alle ore 13:30. Al momento dell'attivazione l'orologio indicava come tempo rimanente per l'umanità per intervenire con lo scopo di ridurre le emissioni inquinanti: 7 anni, 101 giorni, 17 ore, 29 minuti e 22 secondi.

L'inquietante countdown indica, dunque, quanto tempo rimane all'umanità per porre rimedio alle emissioni che renderebbero irreparabile ed irreversibile la crisi climatica.

Il calcolo, inoltre, è stato realizzato considerando gli attuali dati relativi alle emissioni inquinanti.

Il Climate Clock è rimasto visibile fino al 27 settembre anche se i due artisti mirano a renderla un'opera fissa, cercando di installarne altri modelli in diverse città del mondo con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione.


L'orologio, dunque, considera i dati delle emissioni attuali, che, in teoria, dovrebbero ridursi grazie alle misure ed agli interventi progettati dagli Stati che hanno stipulato l'Accordo di Parigi nel 2015.

E' utile ricordare, infatti, che "l'accordo di Parigi stabilisce un quadro globale per evitare pericolosi cambiamenti climatici limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ºC e proseguendo con gli sforzi per limitarlo a 1,5ºC. Inoltre punta a rafforzare la capacità dei paesi di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici e a sostenerli nei loro sforzi.

L'accordo di Parigi è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, adottato alla conferenza di Parigi sul clima (COP21) nel dicembre 2015.

L'UE e i suoi Stati membri sono tra le 190 parti dell'accordo di Parigi. L'UE ha formalmente ratificato l'accordo il 5 ottobre 2016, consentendo in tal modo la sua entrata in vigore il 4 novembre 2016."


Dunque, sulla base dell'Accordo di Parigi, le emissioni globali dovrebbero ridursi nei prossimi anni, ma se così non fosse, la situazione potrebbe risultare complessa da gestire.

Aumenterebbero gli effetti dovuti al cambiamento climatico, con un incremento del livello dei mari, fenomeni meteorologici estremi ed inondazioni.

Per evitare un tale scenario, occorrono misure ed interventi atti a ridurre al minimo le emissioni inquinanti.

Dopotutto il Climate Clock è stato realizzato per ricordarci che non possiamo proseguire con questo modello di sviluppo ormai non più economicamente valido e neppure compatibile con la tutela dell'ambiente, e che abbiamo ancora del tempo a disposizione per agire e riparare ad anni di scelte ed azioni che hanno minacciato il delicato equilibrio del nostro pianeta.

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