Trasformare gli avanzi di cibo in energia: in Australia ecco lo "stomaco" che crea elettricità

Nella città di Cockburn, nell’area metropolitana di Perth in Australia, gli avanzi di cibo sono considerati come una preziosa risorsa. Grazie ad un enorme stomaco meccanico è possibile generare energia dagli scarti alimentari, con conseguente risparmio di emissioni di gas serra nell'atmosfera.



All'interno del precedente articolo, sono stati evidenziati i dati relativi allo spreco di cibo in Italia nel 2020 e le possibili soluzioni per poter arginare il fenomeno.

Lo spreco alimentare, tuttavia, è un fenomeno diffuso a livello globale e non nazionale, ed ogni Paese adotta soluzioni differenti per poter affrontare il problema.


Il caso della città di Cockburn, rappresenta un metodo innovativo ed efficace per poter trasformare l'avanzo di cibo in una nuova risorsa, in particolare in energia elettrica.

Gli studiosi hanno ricreato un gigantesco stomaco in grado di accogliere tonnellate di scarti di cibo di attività locali.


Il cibo viene trasportato da aziende locali, inclusi ristoranti, mercati di pesce e supermercati. Quindi passa attraverso un'apparecchiatura che rimuove i contaminanti e trasforma tutto in una zuppa simile a un porridge, che viene versato all'interno di una vasca.

Quest'ultima comunica con due "macchine digerenti" in grado di catturare il gas metano, il quale viene condotto verso due generatori che possono produrre, in modo combinato, fino a 2,4 megawatt di energia elettrica.

Gli avanzi di cibo dei ristoranti e dei supermercati locali consentono di alimentare migliaia di case nella città di Cockburn a Perth.

L'impianto di bioenergia aperto nel 2016, infatti, produce ora abbastanza elettricità dagli scarti di cibo per alimentare le proprie attività e 3.000 case vicine.


Il processo produce anche un fertilizzante liquido che viene inviato agli agricoltori.


Dall'apertura della struttura di termovalorizzazione, la città di Cockburn ha riciclato 43 tonnellate di rifiuti alimentari ed ha evitato l'emissione in atmosfera di 81.000 chilogrammi di gas CO2 equivalente.

In questo modo, dai rifiuti alimentari è possibile generare energia riducendo al minimo le emissioni in atmosfera di gas serra, che, nel prossimo futuro, dovranno calare drasticamente al fine di contrastare il fenomeno del cambiamento climatico.

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