Perché è necessaria l'economia circolare?

Il contesto attuale, caratterizzato dall'aumento della popolazione e dalla crescita dello sfruttamento delle risorse naturali, evidenzia la necessità di un cambiamento. La transizione dall'economia lineare all'economia circolare rappresenta un passaggio fondamentale per garantire crescita e sviluppo, senza compromettere gli ecosistemi e le opportunità per le generazioni future.



Quasi quotidianamente si sente parlare di economia circolare e di sviluppo sostenibile, ma a cosa servono realmente e perché sono ritenuti strumenti fondamentali per il nostro futuro?

Per rispondere a questa domanda è opportuno analizzare in primo luogo il contesto attuale.

Un contesto di crisi ma anche di cambiamento, caratterizzato da alcuni elementi:

  • Crescita della popolazione: attualmente siamo quasi 8 miliardi di persone in tutto il mondo e, secondo le stime, ci avvicineremo entro il 2100 a quota 11 miliardi;

  • Aumento dello sfruttamento delle risorse naturali: la crescita demografica si traduce in un aumento della domanda di beni e servizi. Ciò implica una sottrazione sempre maggiore delle risorse dal sistema naturale;

  • Crescita delle disuguaglianze sociali: che comporta tensioni e conflitti;

  • Cambiamento climatico: di natura antropica. Le attività umane esercitano una pressione negativa sul clima, modificandolo;

  • Crisi dovuta alla pandemia Covid: che ha evidenziato i punti deboli del contesto attuale e la conseguente necessità di un cambiamento.

Tali elementi ci offrono gli spunti necessari per la transizione dall'economia lineare a quella circolare.

Considerando che l'aumento della popolazione comporta la crescita della domanda di beni e servizi, appare chiaro ed evidente che lo scenario che si verrebbe a creare basandoci sul modello economico lineare, non risulterebbe più sostenibile dal Pianeta, in quanto aumenterebbe in modo eccessivo lo sfruttamento delle risorse naturali.

Nell'ultimo secolo infatti, c'è stata una crescita esponenziale della popolazione e dei materiali sottratti alla natura.

Dal 1900 al 2010 si è passati da una popolazione di circa 1,6 miliardi con 0,84 tonnellate pro capite di materiali sottratti all'ambiente, a 6,9 miliardi di persone in tutto il mondo con 3,28 tonnellate pro capite di materiali prelevati dal sistema naturale.


L'insostenibilità del contesto attuale è sottolineato anche da un indicatore: l'Ecological Footprint, che indica l'impatto dell'uomo sulla Terra. Secondo l'indicatore, la biocapacità globale, ossia la superficie espressa in termini di ettari globali disponibile per ciascun individuo è, in media, pari a 1,6. Sono in linea con tale valore Indonesia ed Ecuador, mentre Stati Uniti e Canada presentano un Ecological Footprint di 8, mentre in Europa il valore è di 4,5. Dunque, in tali aree, la domanda di risorse naturali supera di gran lunga l'offerta disponibile sulla Terra.


Gli elementi ed i dati citati dimostrano che il modello economico lineare non è più sostenibile, con questi ritmi, dal nostro Pianeta.

Qual è la tendenza a questo punto? Attualmente si sta cominciando a concretizzare il passaggio verso un'economia circolare e più sostenibile che, a differenza di quella lineare, garantirebbe crescita e sviluppo, contrastando la povertà, riducendo le disuguaglianze, migliorando il benessere degli individui e preservando il capitale naturale.

L'obiettivo dell'economia circolare è di ridurre al minimo gli sprechi ed i rifiuti, dal momento che questi ultimi, possono essere valorizzati e dunque, riusati, riutilizzati e riciclati.

In questo modo si limiterebbe non solo l'estrazione di risorse dal sistema naturale, ma anche la reintroduzione dei rifiuti nell'ambiente.


La transizione prevede importanti investimenti e cambiamenti dal punto di vista economico, tecnologico, sociale e culturale.

Una modifica del sistema economico ed industriale, tuttavia, richiede interventi sulla società e, di conseguenza, sulla cultura degli individui.

Di conseguenza una simile transizione si potrà concretizzare non soltanto con nuovi investimenti in favore di tecnologie "green" ma grazie soprattutto alla sensibilizzazione della domanda e, quindi, dei consumatori.

Una domanda consapevole dell'importanza delle tematiche ambientali può trascinare le imprese produttrici in questa transizione, e ciò dimostra che, le nostre scelte quotidiane ed i nostri stili di vita, saranno fondamentali per creare un futuro più sostenibile e sano.