"Nevica plastica": il progetto di ricerca che rivela la presenza di microplastiche in Valle d'Aosta

Il dossier rivela che sulle montagne della Valle d'Aosta cadono, ogni anno, almeno 200 milioni di particelle, di cui 80 milioni sono di microplastiche.



Il progetto "Nevica plastica" ci invita a riflettere sul fenomeno dei rifiuti, che non coinvolge esclusivamente mari ed oceani.

Ogni zona del mondo presenta, ormai, delle tracce dell'inquinamento originato dai rifiuti di plastica.

La questione relativa alla plastica rappresenta una delle principali sfide che la società moderna deve affrontare per evitare di compromettere ulteriormente gli ecosistemi marini, ma anche la salute umana.

La plastica, infatti, risulta essere un materiale altamente inquinante in ogni fase del suo ciclo di vita: dall'estrazione dei combustibili fossili fino alla fase di smaltimento.

Oltre a ciò, i rifiuti abbandonati nell'ambiente e non smaltiti correttamente, formano le microplastiche, che hanno un diametro che oscilla dai 330 micrometri ai 5 millimetri e che rappresentano una seria minaccia per gli ecosistemi e per la salute.


Recentemente è stato dimostrato che gli agenti atmosferici sono responsabili del trasporto delle microplastiche in zone remote del mondo.

A tali studi si aggiunge il report "Nevica plastica", che contiene i risultati dei campionamenti effettuati nel corso dell’ultima edizione (2019) della corsa in montagna più dura al mondo (Tor des Géants). Lo studio è stato ideato e condotto dalla Cooperativa Erica e finanziato dalla Regione Valle d'Aosta.


I campioni di neve, analizzati dall'Arpa Valle d'Aosta in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, contenevano diversi residui inquinanti, tra i quali il 45% costituito da microplastiche.

Sulla base di tale dato, considerando le precipitazioni nevose che hanno coinvolto le zone montuose della Valle d'Aosta nel 2019, è stato stimato che ogni anno sulla regione cadrebbero 200 milioni di particelle di cui 80 milioni di microplastiche.

In pratica nevicano almeno 25 chili di plastica ogni anno.


Considerando che la neve, terminato l'inverno, con l'aumento delle temperature, fonde nei ruscelli e torrenti che scendono a valle, le quantità rischiano di essere ampiamente sottostimate.

I dati del progetto di ricerca, dunque, confermano che anche le aree incontaminate del mondo risultano interessate dal fenomeno dei rifiuti di plastica.


Ciò deve incentivare comportamenti sempre più etici da parte dei consumatori (maggior attenzione nella fase di smaltimento dei rifiuti) e la ricerca di nuove soluzioni alternative alla plastica da parte di aziende ed imprese.

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