Lotta contro lo spreco di cibo: ecco la Prima Giornata Mondiale sulle perdite alimentari

Oggi 29 settembre 2020 si tiene la Prima Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e perdite alimentari. Un chiaro messaggio ed un invito ad una maggiore responsabilità per contrastare il fenomeno dello spreco di cibo.



La Prima Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e perdite alimentari è stata istituita nel 2019 dalle Nazioni Unite al fine di sensibilizzare cittadini e governi sull'importanza del fenomeno dello spreco di cibo, con l'obiettivo di dimezzare le perdite alimentari, entro il 2030.

Lo spreco, si sviluppa lungo tutta la catena agroalimentare, e, di conseguenza, per minimizzare le perdite alimentari, è necessario agire non soltanto in fase di consumo, ma anche di produzione e distribuzione dei cibi.


Nella fase di produzione, ad esempio, è essenziale diffondere i principi dell'agricoltura 4.0, che consentono di massimizzare le rese dei raccolti, minimizzando gli sprechi di risorse idriche e materiali.

Grazie all'agricoltura di precisione, infatti, si potrebbe essere in grado di ridurre la quantità di fertilizzante, stabilendo una dose non uniforme per l’intero appezzamento, ma specifica per le zone meno fertili.

Attraverso l'agricoltura di precisione, combinando la tecnologia con l'esperienza e le capacità degli imprenditori e dei coltivatori, gli impatti ambientali e gli sprechi imputabili al settore agricolo, potranno essere ulteriormente ridotti.


Nella fase di consumo, invece, attraverso le nostre scelte, possiamo essere in grado di non contribuire al fenomeno dello spreco alimentare.

Preferendo prodotti freschi e di stagione, evitiamo di acquistare cibi provenienti da altri continenti che, oltre a non avere le stesse caratteristiche organolettiche, devono affrontare viaggi di migliaia di chilometri (con conseguente imballaggio troppo spesso realizzato con materiali plastici ed aumento delle emissioni inquinanti imputabili ai mezzi di trasporto) che incrementano il rischio di errate procedure di conservazione del cibo, e, di conseguenza, di perdite alimentari.

Con la diffusione della filiera corta si può essere in grado di creare una relazione diretta tra il produttore ed il consumatore, evitando passaggi inutili e minimizzando il numero degli intermediari, riducendo, in questo modo, gli sprechi lungo la catena agroalimentare.

Ciò consente di ridurre i lunghi spostamenti che la merce deve affrontare per arrivare al consumatore, con conseguente abbattimento delle emissioni inquinanti.

La riduzione dei trasporti comporta un conseguente calo dei consumi energetici e degli imballaggi per conservare la merce. Il prodotto, infatti, sarà venduto fresco e direttamente al consumatore.

La filiera agroalimentare, dunque, è caratterizzata da un grande numero di passaggi, talvolta inutili, per poter far arrivare il prodotto al consumatore finale. Rendendo la filiera più snella e meno articolata si potrebbero ottenere vantaggi economici ed ambientali non trascurabili.


La Prima Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e perdite alimentari, dunque, rappresenta un momento di riflessione su un fenomeno che, nei prossimi anni, diventerà sempre più rilevante.

Dal momento che, entro il 2050, si stima che la popolazione mondiale sarà di circa 9 miliardi (attualmente circa 7 miliardi e mezzo), con conseguente aumento della domanda di cibo e del consumo di risorse, per evitare di affrontare situazioni di scarsità di risorse idriche ed alimentari, sarà necessario intraprendere, già da adesso, misure tali da rendere sostenibile il sistema agroalimentare.

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