Il fenomeno dell’abbandono di guanti e mascherine per le strade: chi è il vero virus?

Aggiornato il: giu 13

L’associazione Plastic Free denuncia il fenomeno dell’abbandono di mascherine e guanti protettivi per le strade, che potrebbe aggravare ulteriormente la pandemia oltre che a danneggiare il pianeta.



Il Coronavirus sta ponendo tutti noi ad una enorme pressione. Dagli operatori sanitari in prima linea, che lavorano giorno e notte per salvare vite umane, fino ad arrivare alle imprese “costrette” alla chiusura temporanea e che stanno subendo un grave contraccolpo economico.


Poi ci siamo noi cittadini comuni che dovremmo cercare di rispettare le direttive stabilite dal Governo per limitare la diffusione del virus e tornare il prima possibile alle vecchie abitudini.


Il termine vecchie abitudini, però, evoca sentimenti contrastanti. Da una parte c’è la voglia di normalità e di sentirsi liberi ed al sicuro nel passeggiare per le strade, dall’altra c’è voglia di cambiamento. A causa di questa emergenza, infatti, stanno emergendo importanti spunti di riflessione che coinvolgono il mondo del lavoro, le interazioni sociali, la questione ambientale e non solo.


La denuncia dell’associazione Plastic Free rivela, tuttavia, che la strada verso il cambiamento è ancora in salita.


Secondo l’associazione, infatti, si sta verificando sempre più frequentemente, il fenomeno dell’abbandono di rifiuti come guanti e mascherine per le strade.

Oltre ad inquinare l’ambiente, questi rifiuti possono prolungare ed aggravare la pandemia. Come sottolineato dall’articolo di Plastic Free su Rainews.it (http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/coronavirus-plastic-free-lancia-allarme-guanti-e-mascherine-lasciati-a-terra-diffondono-pandemia-e7afa16f-92de-4a6f-b64e-e7555f3bfa9c.html?refresh_ce) secondo alcuni ricercatori statunitensi il virus potrebbe essere in grado di resistere sulla plastica fino a 3 giorni.


Ciò significa che per 3 giorni questi rifiuti possono essere in grado di infettare ancora e di mettere a rischio la salute dei cittadini, come gli operatori ecologici che, quotidianamente, lavorano per rimuovere scarti o rifiuti dalle nostre strade.


La speranza è che ci sia un freno a questo fenomeno, per tutelare il pianeta e la salute degli esseri umani.

In un momento del genere deve emergere il lato migliore dell’essere umano e non quello puramente egoistico, dato che il futuro, dipende realmente da noi, dai nostri comportamenti e dal nostro senso di responsabilità. Il nostro compito è quello di non deluderci l’un l’altro, di lottare insieme per sconfiggere questa pandemia e riconquistare la nostra libertà.


Perché, dopotutto, citando il testo della canzone “La libertà” di Giorgio Gaber:


“La libertà non è star sopra un albero

non è neanche il volo di un moscone

la libertà non è uno spazio libero

libertà è partecipazione.”

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